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Sole 24 Ore 10 dicembre 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Livia   
Domenica 20 Febbraio 2011 01:18

"Nelle Casse i titoli strutturati arrivano a quota 20%"  Federica Micardi  10 dicembre 2010  Sole 24 Ore

Gli investimenti della Casse di previdenza private non devono privilegiare la redditività qualunque costo: l'importante è preservare i patrimoni che sono finalizzati a pagare le pensioni degli iscritti.

È questa la conclusione a cui arriva l'«indagine conoscitiva sulla situazione economio-finanziaria delle Casse privatizzate anche in relazione alla crisi dei mercati» che si è conclusa il 1° dicembre e che sarà votata dai commissari mercoledì prossimo 15 dicembre. La necessità di un'analisi approfondita sul portafoglio degli enti previdenziali (si veda il «Sole 24 Ore» di ieri) è emersa due anni fa dopo che il problema della presenza di titoli "ad alto rischio" era stato sollevato da inchieste giornalistiche e da interrogazioni parlamentari.

Il quadro che emerge è vario: in tabella sono riportato gli enti risultati maggiormente esposti a titoli strutturati. Con questo nome si indicano i prodotti finanziari costituiti da una componente di tipo obbligazionario, che di norma garantisce il rimborso del capitale investito, e da un derivato - il cui valore è legato a titoli, indici o beni di qualsiasi natura - che può dare elevati rendimenti ma ha un fattore di rischio alto e difficile da quantificare.

È nota la storia del fallimento di Lehman Brothers, evento che ha messo sotto i riflettori la questione dei prodotti finanziari complessi. Alcune Casse sono rimaste "scottate" in modo particolare. C'è chi ha comprato azioni Lehman per diversi milioni di euro, come Enpaia (settore agricoltura) 45 milioni, Epap (geologi, chimici, attuari e agronomi) 15,7 milioni, Onaosi (sanitari) 15 milioni ed Inarcassa (ingegneri e architetti) 14 milioni. Altri hanno investito in fondi o prodotti dove Lehamn era indirettamente coinvolta (come garante o partner). È il caso di Enasarco (agenti e rappresentanti di commercio), che al momento del fallimento aveva un'esposizione indiretta verso Lehman pari a 780 milioni, Enpam (medici, 80 milioni) ed Eppi (periti industriali 35 milioni). In pratica, nonostante lo scopo sociale che svolgono questi enti, e cioè garantire una pensione ai propri iscritti, hanno fatto investimenti ad alto rischio. Dai risultati dell'indagine conoscitiva emerge che al 31 dicembre 2009 sono otto gli enti che hanno prodotti strutturati nel loro portafoglio. In termini percentuali i più esposti sono l'Enpav (veterinari) con il 50,22% e l'Enpam (43,54). Questi ultimi hanno anche il primato in termini assoluti (quasi tre milioni in strutturati) seguiti a una certa distanza da Enasarco (agenti), con 1,3 milioni.

Simili investimenti, di contro, sono impediti alle compagnie di assicurazioni che vengono sottoposte a vigilanza prudenziali.

La conclusione è scontata, e trova l'avallo dei numeri: è necessario elevare il monitoraggio, richiamando gli enti alle loro responsabilità. Ogni Cassa è sottoposta al controllo dei ministeri vigilanti, della Corte dei conti e della Commissione bicamerale sotto profili diversi ma complementari. Il sistema attuale, però, ha evidenziato i propri limiti e secondo la Commissione bicamerale di controllo va razionalizzato. "Manca anche una disciplina normativa di riferimento in tema di investimenti (come esiste per la previdenza complementare) che pur nel rispetto dell'autonomia delle Casse ponga dei limiti ai rischi che si possono correre."

 
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