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Cronaca del raduno di Custoza PDF Stampa E-mail
Scritto da Livia   
Lunedì 22 Luglio 2013 23:08

Pubblichiamo qui di seguito quattro articoli, dovuti ad altrettanti soci, sul raduno di Custoza.

Sono espressione di quattro  differenti opinioni e mostrano come lo stesso avvenimento sia

stato vissuto dalle diverse persone

 

Storia di un raduno padano allargato

La preparazione del raduno, fissato per il 19 maggio, è iniziata già in febbraio con un sopralluogo per

valutazione al circolo ufficiali di Verona.

Presenti: io e Gino Zanon da Treviso, Gigi Goglio e Oreste Imparato da Milano.

Accoglienza eccellente: il generale Specchia, padrone di casa assieme alla moglie Angela Draicchio, ex santannina,

ci fa vedere i locali, e ci dimostra grandissima disponibilità. Il luogo ha tutto per essere scelto come sede per il

nostro raduno. C’è un solo grande inconveniente: per arrivare ai servizi c’è una ripida  e pericolosa scala.

Dopo breve consultazione facciamo una scelta: cercare un luogo meno prestigioso ma dove sia possibile l’accesso

anche a Paola Cerami (ed altri tra noi, non più tanto agili); non possiamo fare un raduno senza Paola direttrice

della nostra rivista e  parte attiva del gruppo storico, fondatore della Caduceo  Siamo tutti d’accordo!

C’incarichiamo,  io e Gino Zanon, di trovare un posto con tutte le carte in regola: la zona deve essere

sempre attorno a Verona, di facile raggiungimento per veneti, lombardi ed emiliani.

Ci rechiamo sul posto dopo aver fissato  alcuni appuntamenti e, alla fine, optiamo per un agriturismo

di Custoza,  che ha tutti i requisiti. Non è, ovviamente, un locale lussuoso. Deciso il posto, deciso il

menu, deciso il prezzo, non resta che inviare l’invito ad un gran numero di persone.  Zanon è maestro

nell’impostare il testo con menu, luogo e tanto di guida per arrivarci senza perdersi  fra le colline  dello

storico “quadrilatero”.

Ci affidiamo al corposo elenco di Alberto Barbati e distinguiamo due gruppi: Ex provvisti d’indirizzo

e-mail  ed ex con il solo indirizzo di residenza.   Affidiamo a Zanon il compito di tenere costantemente

aggiornato l’elenco di coloro che danno conferma di presenza, cmpito che svolgerà con solerzia.

Entriamo anche in contatto con un bel gruppo di ex usciti dai collegi nel 1970. Claudio Maccarone,

uno dei più attivi,  azzarda l’idea di partecipare con alcuni del suo gruppo: accettiamo con entusiasmo.

Verranno in dieci: bravi, perché alcuni, provenienti  da regioni lontane, dovranno passare una notte nel

veronese. Una ventata di novità che fa grande piacere.

Arriva finalmente il gran giorno.  Le previsioni meteo dicono solo piogge e temporali, ed in effetti,

fino alle undici,  non solo piogge,ma autentici nubifragi.

Poi il miracolo: un sole splendente con panorama mozzafiato ci accoglie all’agriturismo “Le Bianchette”,

proprio sotto la collina del Tamburino Sardo di De Amicis. Uno spettacolo di luce!

Nel parcheggio dell’agriturismo sostiamo per un po’: grandi saluti e qualche amnesia.

Finalmente conosco di persona Claudio Maccarone e mi complimento con lui e con il

suo gruppo. Stanno interpretando al meglio la funzione dell’Associazione Caduceo:

da anni sono impegnati, in modo concreto e con successo, nell’aiutare una ex  in grosse difficoltà.

Suona l’avviso dell’aperitivo ed entriamo nella terrazza: prima, però, ci attende al varco Elia Testa

che deve controllare gli arrivi, spuntandoli su un corretto elenco. Mi comunica che le presenze

sono 59: un bel numero perché temevamo qualche defezione a causa del maltempo.

In pratica manca solo De Molli, che ha già preannunciato la sua assenza.

Invero mancano altre due persone, che hanno dovuto dare forfait per motivi di salute:

Antonietta  e Gigi Goglio, illustri assenti !  Viene così a mancare  uno dei fondatori

della Caduceo: colui che con passione e tenacia, da anni ormai, tira le file di questi

incontri periodici.

Ci ritroveremo fra breve, quando il malanno sarà passato.

Dopo le tartine ci accomodiamo nella sala, dove graziose giovani ci servono i primi piatti:

per i secondi ognuno dovrà alzarsi  e raggiungere il buffet. La qualità del cibo è abbastanza

buona, (non eccellente,  il vino è un …vinello). Elia Testa si trasforma in esattore e passa per

ogni tavolo, reclamando il versamento di euro 28, passati giustamente a 30 per rendere più

facile il conteggio. Quando il pranzo sta per finire Benno,  Imparato,  Mellone, Maccarrone

e Francesco Masi si alternano al microfono che, come spesso succede, funziona malissimo.

Elia Testa ci comunica che la somma eccedente dopo aver pagato il pranzo, verrà devoluta

ad un gruppo di associati che stanno assistendo una ex  della Puglia con grossi problemi.

Siamo tutti d’accordo.

Francesco Masi, con la solita gentilezza, c’invita a finire il pomeriggio nel  giardino della sua

bella casa, posta a 4 chilometri di distanza: una gran parte accetta e sostiamo per un’oretta

nel verdissimo prato di casa Masi bevendo “Idromele”  una bevanda alcolica, ottenuta dalla

fermentazione del miele,  fatta dalla signora Masi che ne è produttrice.  Verso le sei del

pomeriggio prendiamo le nostre macchine e ci avviamo  verso le nostre case.

E’ stata una bella giornata di vecchie e nuove amicizie.

 

Ugo Brugnara

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INCONTRO  DI  CUSTOZA - Visto  da  chi  non  c’era

 

Premesso che non ho partecipato all’incontro di Custoza del 19 Maggio, per motivi di salute,

premesso che sono uno dei quattro o cinque organizzatori del Nord, va da sé che, essere stato

lontano da questo evento primaverile, è stato per me fonte di tristezza.

Mi hanno parlato di una giornata metereologicamente clemente, con pioggia, ma con sole nei

momenti più importanti.

Mi hanno parlato di un buon menù, abbondante e variato, anche se servito con tempi un po’

lunghi.

Mi hanno parlato di chi ha parlato al microfono, un po’ scherzosamente ed un po’ ‘’conversando’’

sui rapporti  con l’ONAOSI.

E così mi sono ritrovato, come altre volte, nella gioiosa atmosfera degli incontri e reincontri,

dei sorrisi, delle battute, delle pacche sulle spalle, che caratterizzano queste giornate di festosa allegria.

Erano presenti in 59 (familiari compresi). Non male, per un raduno regionale. Malissimo invece,

se pensiamo a quanti potevamo essere.

Gli organizzatori, come di consueto, hanno contattato centinaia di Ex, maschi e femmine.

Molti, troppi avevano motivi validi per non partecipare, alcuni veri, altri costruiti per l’occasione.

Purtroppo, ci troviamo di fronte ad una realtà, il collegio ci ha dato, noi abbiamo preso, la vita

continua, punto e basta!

Ma ciò che più mi rattrista, sono quei quattro gatti, per fortuna solo quattro che, quando ricevono

l’invito, rispondono : ‘’Grazie di avermi chiamato, ma con il Collegio non voglio più avere a che fare!’’

Li capisco, in un certo senso, perché del collegio ricordano la grigia divisa, le punizioni, i tristi

passeggi domenicali, le pacche del Vice, ecc….Anch’io le ho vissute, ma le ho messe là, in un

angolo e, oggi, mi fanno sorridere.- Ma a parte il fatto che il collegio mi ha dato un diploma o una

laurea, che la mia mamma non avrebbe potuto darmi, mi ha dato la cosa più importante,

i compagni, gli Ex che, di volta in volta, ho ritrovato nel corso della mia vita, che sono diventati

miei fratelli e sorelle, che posso aiutare a ritrovarsi e che possono poi trascorrere una giornata

in allegria, che possono aiutare chi ha bisogno od essere aiutati in qualunque modo ed in qualunque

occasione.

A questi quattro gatti, ma anche alle centinaia di indifferenti, vorrei dire : abbiamo un ‘Associazione,

La CADUCEO.  Viviamola!!

Dico bene, Presidente?

 

Gigi Goglio

P:S: Ho dedicato molto spazio al raduno di Custoza nella speranza di vedere i prossimi Cad-online

dedicati agli incontri organizzati nelle altre Regioni d’Italia, isole comprese.

 

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AL RADUNO: IL RACCONTO DI UN EX

 

Dopo un abbondante pasto consumato sui bellissimi colli sopra Custoza e la gentilissima ospitalità

offertaci in una stupenda villa veneta da un ex di Sommacampagna, si è concluso il raduno del gruppo

centro-nord. Tornando verso casa, ormai solo, ripensavo a quanto sentito dagli ex presenti. Quante emozioni,

quante storie. Girando tra i tavoli, il mio amico Ugo Brugnara mi fa conoscere un ex che era stato in collegio

durante la guerra. Mi fermo e gli chiedo di raccontarmi. Entrato in collegio nel 42, ci resta ininterrottamente fino

al 45 senza mai andare a casa e data la situazione, avendo anche pochissime notizie della madre rimasta a Rovigo.

Da quanto racconta, durante il periodo bellico ai convittori, nonostante tutto, il cibo non è mai mancato. Nel 43,

anche Perugia si trovò a subire la ritirata dei tedeschi e l'avanzata americana diventando teatro di scontri cruenti.

Proprio sotto il collegio c'era un cannone nazista che controllava la strada in lontananza. Quando ormai la situazione

volgeva al peggio e le truppe americane iniziarono le incursioni aeree, il cannone fu girato verso La Sapienza e il

collegio fu centrato in pieno da una cannonata. I collegiali si salvarono per puro caso dato che il colpo arrivo dove

allora era il refettorio e pochi minuti dopo che i ragazzi l’avevano abbandonato. Gli americani continuavano

incessantemente a bombardare per colpire il cannone sotto il collegio ed i ragazzi furono fatti riparare dall'allora

direttore, il grande Prof. Palermo, sotto il muretto di cinta del piazzale grande. Centrato l’obbiettivo, i detriti ed

i pezzi di mortaio colpito dalle bombe americane arrivarono fino a via della Cupa conficcandosi nella rete che molti

ricorderanno, sovrastava il muro del piazzale. Sotto quella rete, dietro quel muro c'erano dei collegiali, degli orfani

lontani da casa e dagli affetti più cari, bambini indifesi, ma comunque salvi. Quella notte, il direttore Palermo, per

maggior sicurezza li fece dormire in palestra, luogo più riparato. Il peggio era passato. Nel 45 grazie ad un camionista

di Rovigo che andava col suo camion spesso a PG, il nostro ex riuscì a tornare finalmente a casa. La madre gli consegnò

l'autorizzazione da dare al prof. Palermo ed il bambino fu affidato al camionista. Il viaggio durò tre giorni ed il piccolo

ex viaggiò nel cassone, dato che non c'era altro posto ed anche perché forse era il posto più sicuro e comodo. Mentre

racconta lo guardo, non ha inflessioni nella voce che lascino trasparire commozione, ma ha gli occhi lucidi ancora oggi.

Subito, Brugnara ed un altro compagno di allora intervengono con una battuta spiritosa. Battuta che come si usava in

collegio, non è fatta per deridere, ma per sdrammatizzare un racconto diventato intenso e coinvolgente. Tornando

al nostro ex, era mancato talmente tanto tempo da casa specie in quell'età cosi delicata che non ricordava neppure il

nome della mamma e quando lei gli diceva qualcosa, spesso rispondeva automaticamente "si signora maestra". Dopo

solo due mesi, per riprendere gli studi, la madre fu costretta a rimandarlo nuovamente in collegio. Era ricominciato l'anno

scolastico, riprese il solito camion con lo stesso camionista e tornò a PG. L'ONAOSI non aveva abbandonato i suoi orfani

e le loro famiglie neppure in tempo di guerra, assistendoli ancora una volta al meglio nonostante tutto. In quel

periodo, anche le santannine erano state spostate a La Sapienza ovviamente separate dai maschi che alloggiavano in

locali attigui. Non chiedo altro al mio amico ex, non voglio approfondire ricordi e dolori forse mai sopiti anche se superati,

ma non posso fare a meno di domandarmi quanto dolore abbia provato lui e quanto ancora di più, la madre nel

lasciarlo andar via nuovamente. Già; la madre … le nostre madri, vedove, senza più il sostegno dell’uomo che amavano,

chiuse nel loro dolore, si sono sacrificate silenziosamente separandosi da noi figli per darci un avvenire. Le nostre madri

meriterebbero un articolo a parte.

Era ormai buio da parecchio, ero a casa, avrei voluto parlare con tanti altri ex, con Gigi Goglio, Paola Cerami, chiedere,

informarmi, sapere, il tempo era stato troppo poco, ma abbastanza da farmi trascorrere ancora una volta una

giornata intensa ed emozionante. Spengo il motore, un ultimo pensiero; chissà che fine avrebbero fatto gli ex senza la

Caduceo ed il loro giornale, giornate così sarebbero state impensabili.

 

Claudio Maccarrone

 

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19 MAGGIO 2013: LA SEZIONE NORD SI RITROVA A CUSTOZA

 

La località prescelta per il nostro consueto incontro di primavera di quest’anno evoca ricordi scolastici non tanto felici:

per chi habuona memoria delle lezioni di storia del mitico “Pico”, al secolo il Professor Marcello Greco, non sarà difficile

che nei pressi di Custoza si ebbero due battaglie tra italiani ed austriaci, finite male per la nostra nazione, nonostante il

valoroso impegno di Carlo Alberto (25 luglio 1848) e del Generale Lamarmora (24 giugno 1866).

Al contrario, il nostro raduno (essenzialmente pacifico) è stato una vera vittoria, non tanto per il numero, a mio

avviso insperato dei partecipanti (una sessantina circa) quanto per la vasta rappresentanza di tutto il Nord: Lombardia,

Piemonte, Liguria, Triveneto, Emilia  Romagna sono rappresentate ed  “incredibile dictu” si registra una significativa

presenza di un laziale e due toscani !  Onore al merito di chi ha scelto la località ed organizzato sapientemente il tutto:

grazie a Gigi, Ugo, Gino ed Oreste: siete bravi e meritate il plauso di tutti noi.

L’agriturismo Le Bianchette che ci ha ospitato, posto su di una collina sull’estensione meridionale dell’anfiteatro

del Garda, fa parte del comprensorio di Custoza, farzione del comune di Sommacampagna.

Di buon mattino ci siamo mossi, io e mia moglie Adriana, sfruttando la cortesia dei fratelli Agnifili, che ci hanno

prelevato sotto casa. Imboccata la A4, facendo i debiti scongiuri per le preannunziate avverse condizioni atmosferiche,

siamo giunti in zona all’incirca all’ora prevista di mezzogiorno. Qualche piccolo problema per reperire esattamente il

sito, ma….non bisogna mai disperare nella Provvidenza. Un altro ex sapientino, anch’egli diretto nella stessa località,

ci ha fatto da scorta, utilizzando il mai tanto vituperato (ma in tal caso propizio) navigatore satellitare.

Al nostro arrivo già la collinetta pullulava di amici, alcuni dei quali volti noti, altri no, che si beavano della

vista incomparabile (nel frattempo Giove Pluvio aveva dismesso le sue armi) sulla pianura circostante per un arco di

oltre 180 gradi.

Compiute le prime sommarie presentazioni di rito, Adriana ed io ci siamo defilati dovendo organizzare, secondo il

mandato ricevuto dal mitico Gigi Goglio (a proposito, con grande rammarico Gigi ed Antonietta hanno dovuto dare

forfait  a causa di un piccolo problema sanitario, in via di risoluzione: auguri affettuosi da noi tutti) il censimento

dei presenti e la raccolta delle quote di partecipazione di ciascun nucleo. Per tale incombenza mi ero meticolosamente

preparato e, con un pizzico di fantasia tutta partenopea, ho allestito una sorta di banco per la riscossione delle imposte

di romana memoria. La foto in calce rivela l’arcano.

Alla conta siamo risultati in cinquantotto presenti tra “ex” e familiari aggregati: una bella combriccola !

Negli ampi ed accoglienti locali, messici a disposizione, siamo stati serviti e riveriti dall’aperitivo di benvenuto ai primi,

ai secondi di ottimo gradimento per finire con una esplosione ipercalorica di dolci , seguita da caffè ed amari a volontà.

Su di me incombeva, come detto, il compito di ufficiale pagatore, per cui, nelle piccole pause mangerecce, mi sono

messo all’opera, avendo trovato la generosa e propizia collaborazione da parte di Bruno Lepanto nella raccolta della

“vil pecunia”.

Sarà stato il caso o la nostra bravura (mi risulta che Bruno abbia un trascorso di funzionario di banca), la quadratura

contabile è risultata esatta al primo colpo… Anzi…grazie alla generosità di tutti, è avanzato un “tot” con il quale, oltre

alla rituale mancia al personale, si è potuto raggranellare una discreta somma, da destinare a qualche lodevole iniziativa.

Ed anche in ciò il caso ci è stato favorevole, dal momento che, poco prima che l’operazione si concludesse, Benno Scharf

(marito di Paola Cerami), che è costantemente in contatto col la Segreteria Nazionale dell’Associazione a Perugia, ci

aveva segnalato una situazione di difficoltà economica, di cui soffre la famiglia di una “ex” che chiedeva, ove

possibile, un tangibile aiuto….Detto, fatto…La somma eccedente è stata destinata all’unanimità per tale scopo.

Sono seguiti alcuni interventi circa i rapporti strategici tra la “Caduceo” e l’ONAOSI.. Quindi contenti e soddisfatti ci

siamo apprestati ai saluti finali ed ai preparativi per il ritorno alle nostre residenze.

Ma non tutto era finito… C’era in serbo una bella sorpresa: Francesco Masi ha preso la parola ed ha invitato  chi

volesse a seguirlo per andare a visitare la sua villa, ubicata a qualche kilometro da dove eravamo.

L’avviso è stato gradevolmente accolto da un discreto gruppo di amici e la meraviglia è stata grande nel vedere

ed ammirare un bellissimo maniero di epoca cinque-settecentesca, immerso in un lussureggiante giardino, dove

i padroni di casa (Francesco e sua moglie) ci hanno accolti con un supplemento a base di torta, spumante  e bibite

in abbondanza. Grazie e complimenti per la bellissima casa, che ho scherzosamente definito  “Le sette meraviglie”.

E tu, Francesco, hai aggiunto che l’ottava è tua moglie: Bravo, così si fa !

Erano circa le 18 quando, dopo aver schivato un paio di volte il maltempo, abbiamo fatto ritorno a casa.

Alla prossima…Ciao a tutti, partecipanti e non.

 

Elia Testa

(Zaccheus, pro tempore Caduceii portator delegatus)

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Luglio 2013 23:22
 
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